Chi siamo
La “Società Cooperativa Sociale Onlus IL BIVIO” viene costituita il 17 ottobre 2012 da 10 soci fondatori, un gruppo eterogeneo di persone accomunate però da analoghe esperienze di vita, pur a diverso titolo, a diretto contatto con minori in situazioni di difficoltà. Esigenza percepita comune, dunque, è stata quella di attivarsi concretamente per dare vita ad un progetto che potesse andare incontro alle necessità ed urgenze di ragazzi e ragazze in condizioni di precarietà famigliare, se non addirittura di sofferenza e malessere. In piena coerenza con questi princìpi la Cooperativa e tutti i suoi soci fondatori operano abbracciando e riconoscendosi appieno nei diritti inviolabili dei minori sanciti dalla “Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia”.
Onlus Il Bivio
Tutte le nostre strutture sono ubicate entro il territorio di Marcallo con Casone, cittadina della provincia occidentale milanese, a pochi chilometri dalla più nota Magenta, città equidistante da Milano e Novara inclusa nel territorio del Parco del Ticino. Il territorio di Marcallo offre comunque un ottimo compromesso tra l’agio della vicinanza a Milano ed un territorio estremamente verdeggiante. Offre inoltre un’ampia gamma di servizi di base, quali le scuole elementari e medie inferiori, ambulatori e servizi infermieristici e medico-specialistici, la biblioteca comunale, due ampi parchi cittadini pubblici, un oratorio estremamente attrezzato per attività di svago e di socializzazione e numerosi negozi.
A pochi passi dalla Comunità si trova inoltre la fermata dell’autobus che porta alla stazione ferroviaria di Magenta, importante snodo che collega il territorio magentino in meno di mezz’ora al centro di Milano con treni diretti o locali. Infine Marcallo con Casone può anche vantare un’uscita autostradale (Marcallo-Mesero) collocata sull’autostrada A4 Torino-Milano.
Onlus Il Bivio
Le strutture de Il Bivio accolgono minori in condizioni di disagio personale e/o famigliare pregiudizievoli per la loro serena crescita psicofisica e per la loro realizzazione, oppure minori (italiani o, più spesso, stranieri) non accompagnati che, trovati sul territorio nazionale, non hanno riferimenti genitoriali o tutoriali; oppure maggiorenni in regime di prosieguo amministrativo che abbiano già effettuato un percorso di crescita presso la Comunità Educativa per Minori “Ventanas” (o altre), in accordo coi Servizi Sociali di riferimento. In virtù di ciò la Comunità non si configura con caratteristiche religiose o culturali ma è aperta a tutte le culture e professioni religiose, senza alcuna distinzione, perseguendo l’obiettivo di integrazione e di pacifica convivenza.
Finalità primaria a brevissimo termine è quella di accogliere il minore, fisicamente quanto empaticamente, affinché possa sentirsi accettato, ascoltato e compreso. Attraverso poi un Progetto Educativo Individualizzato (P.E.I.) ci si prefigge di raggiungere gli obiettivi che sono stati nel frattempo individuati e programmati con il Servizio Sociale affidatario.
Nell’arco di tempo in cui vi risiederà il minore, la Comunità dovrà integrare (se previsto) o sostituire in tutto e per tutto la famiglia di origine: per questi motivi dovrà offrire ai suoi ospiti un contesto protetto con delle relazioni interpersonali stabili e significative (vedi altri ospiti e personale educativo), in grado di sostenere e promuovere un benessere personale fondamentale per l’attivazione di un autonomo percorso di crescita. In questo senso, la condivisione delle regole comunitarie, le relazioni educative con le figure di riferimento, la gestione della casa, tanto negli spazi personali quanto in quelli comuni, diventano occasione per imparare ad essere responsabili, acquisire competenze, scoprire e sperimentare nuovi ruoli e capacità iscrivendole nel percorso di avvicinamento all’autonomia.
La Comunità si configura quindi come una struttura di passaggio evolutivo tra situazioni di vita inadeguate e il ritorno in famiglia (qualora siano state superate le difficoltà che ne hanno determinato l’allontanamento o ne sia individuata una diversa) o l’avvio ad una condizione di autonomia (o semi-autonomia); una tappa provvisoria durante la quale anche la famiglia di provenienza del minore può trovare adeguati interventi di sostegno. Proprio per questa sua connotazione di provvisorio passaggio temporale ben definito e scandito da obiettivi, l’esperienza della permanenza in Comunità presenta necessariamente anche un termine. La lungimiranza di un percorso educativo comunitario risiede proprio nel predisporre al meglio i minori ad una fase tanto delicata della loro vita come il rientro in famiglia o il raggiungimento dell’autonomia.
© Copyright 2021 Onlus Il Bivio. Developer CWAgency